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Il papà di tutti i primati è una scimmia vissuta milioni di anni fa che, con molta probabilità, non assomigliava affatto alle specie attuali. D’altra parte, anche i gorilla, gli scimpanzè, gli oranghi, i macachi, i lemuri e l’uomo non hanno nulla in comune fuorché un antico progenitore. Da quando sono comparsi sulla faccia della Terra, infatti, tutti questi primati si sono evoluti seguendo strade molto diverse. Ma in quale momento della storia evolutiva è avvenuta la differenziazione tra gli esseri umani e gli altri primati? E perché l’uomo è più simile ad alcune specie di scimmie antropomorfe piuttosto che ad altre? Per cercare di rispondere a queste domande, la Fondazione Bioparco di Roma, l’Unità di Primatologia Cognitiva e Centro Primati dell’Istc-CNR e la Cooperativa Darwin, con il supporto dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, hanno ideato nel 2011 il progetto educativo “Scimmia sarai tu”.

 

 

Il progetto, rivolto alle scuole superiori, è stato un viaggio alla scoperta della storia evolutiva dei primati, per capire come agiscono i processi della selezione naturale e dell’adattamento e per individuare gli strumenti con cui è possibile studiarli. Nel corso del progetto, gli studenti hanno lavorato fianco a fianco con esperti primatologi che, attraverso l’applicazione di metodologie scientifiche e l’utilizzo di supporti multimediali, hanno guidato i ragazzi nell’osservazione del comportamento di alcune specie di scimmie ospitate nel Bioparco di Roma.

Attraverso l’osservazione e l’approfondimento scientifico degli aspetti biologici, ecologici e comportamentali di questi primati, il progetto ha sensibilizzato i ragazzi al problema della conservazione delle specie più minacciate. La scoperta che molte abitudini, reazioni di gioia o di rabbia e comportamenti sessuali sono molto simili ai comportamenti umani, infatti, ha favorito il processo di empatia verso questi animali. Il bagaglio di conoscenze acquisite e il legame “affettivo” stabilito hanno contribuito a rendere gli animali non semplici nomi inseriti in un elenco di specie in via di estinzione, ma un problema di cui farsi carico anche semplicemente parlandone con altre persone. L’osservazione diretta delle specie e dei loro comportamenti, inoltre, ha avuto risvolti positivi anche sull’educazione dei ragazzi, che hanno imparato a mettere a frutto abilità manuali e conoscenze scientifiche, a sviluppare pensiero logico e capacità previsionali. Senza dimenticare che l’osservazione di specie strettamente affini all’uomo è stata un'occasione per stimolare i ragazzi a riflettere sulla propria storia evolutiva.

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