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I cebi dai cornetti del Centro Primati

Nel Centro Primati dell’Istituto di Science e Tecnologie della Cognizione del CNR vivono 23 cebi dai cornetti (Sapajus spp). Si chiamano “dai cornetti” perché gli adulti, specialmente le femmine, hanno due ciuffi di pelo sulla testa. Le scimmie sono ospitate all’interno del Bioparco di Roma in una struttura che coniuga le esigenze delle scimmie che ci vivono, dei ricercatori che ne studiano il comportamento e dei visitatori che le possono osservare da vicino.

Per motivi di spazio e di pacifica convivenza, i cebi sono divisi in quattro gruppi, ospitati in aree arricchite con tronchi, corde e piattaforme sopraelevate che permettono di sfruttarne al meglio lo spazio e tenere lontana la noia. Le aree esterne comunicano con spazi interni che in inverno sono riscaldati. Piccoli ricoveri riscaldati, dalla forma ad “igloo”, sono presenti anche nei recinti esterni, così da garantire a tutti gli individui un riparo adeguato, anche in caso di tensioni sociali interne al gruppo che potrebbero limitare l’accesso agli spazi interni di alcuni animali. I cebi preferiscono comunque trascorrere il loro tempo all’aperto. La folta pelliccia li protegge dalle temperature rigide e dormendo l’uno vicino all’altro si tengono caldo a vicenda.

 

8094091-sagome-di-scimmieI gruppi nel 2021

8094091-sagome-di-scimmieDa dove vengono i nostri cebi

 

La loro dieta è varia: ogni giorno mangiano frutta e verdura di stagione, a cui si accompagna cibo bilanciato, dal punto di vista nutrizionale, per il fabbisogno degli animali. Il cibo viene dato intero, cosi che i cebi trascorrano del tempo a manipolarlo. Una o più volte a settimana, secondo la stagione, ricevono insetti vivi, patate, uova, formaggio fresco, cereali e integratori alimentari. Inoltre, periodicamente i recinti vengono arricchiti con frutta secca di vario tipo (uvetta, semi di lino, semi di zucca, datteri, noci, ecc.) e insetti vivi, nascosti nei recinti esterni. Tutto il cibo viene distribuito in punti diversi sia nelle zone interne sia in quelle esterne, affinché si allunghino i tempi di ricerca e assunzione e si riduca la competizione tra gli animali.

Quando i ricercatori conducono i loro studi, le scimmie ricevono noccioline, uvette, semi di zucca e altre leccornie come ricompense.

 

 

Lo stato di salute e di benessere dei cebi viene giornalmente monitorato da personale veterinario ed esperto in benessere animale. Una volta l’anno viene fatta agli animali una visita veterinaria accurata che include controllo del peso, prelievo ematico, tamponi e, quando necessario, esami ecografici. Ciò ha permesso di stabilire alcuni parametri fisiologici della specie in relazione a sesso ed età.

 

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8094091-sagome-di-scimmieDomande e risposte

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I cebi. Album di famiglia del 2004

 

 

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